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Isola di San Pietro

[Isola di San Pietro]

Territorio

Isola del  Mar Mediterraneo, situata presso la costa Sud-occidentale della Sardegna, di fronte alla regione del Sulcis Iglesiente.

L’isola si estende per 51,3 kmq, ha pressochè la forma di cupola, culminante nei 211 metri di un colle, dal nome assai significativo Guardia dei Mori.

La cittadina di Carloforte, fondata nel 1738, è una delle più note e frequentate stazioni balneari della Sardegna,  si estende degradando verso il mare  ai piedi dei lunghi edifici che costituiscono il nucleo dell’originario centro abitato : il forte sabaudo, la Chiesa parrocchiale, la casa del Duca.

Si possono ammirare ancora tratti delle antiche mura che cingono il centro abitato, il monumentale teatro Cavallera del novecento e i resti di archeologia industriale delle tonnare e delle officine.

Il centro abitato è caratterizzato da costruzioni basse ai lati di stradine ripide e strette, tipico dei carruggi genovesi.

 

[Città di Carloforte]

 

L’isola di San Pietro conserva angoli di suggestiva bellezza, le sue coste sono alte e rocciose bagnate da un mare limpidissimo, mentre l’interno è caratterizzato dalla macchia mediterranea: il pino da leppo, i lecci, il corbezzolo, il rosmarino, il mirto,  la palma nana.

Sono da segnalare alcune località caratteristiche come il Bacino di Nasca situato nella parte settentrionale dell’isola, lo stagno di Calavinagra, l’Oasi  LIPU, la regione del Becco che un tempo ospitava un piccolo villaggio di minatori situato sui  bastioni di roccia a picco sul mare. La parte orientale dell’isola presenta piccole spiagge: il giunco, i girin, Punta Nera, i Guidi..

La parte sud dell’isola è costituita da scogliere e spiagge: la Bobba, i noti Faraglioni delle Colonne,

il Luccaise (spiaggia caratterizzata da un misto di sabbia, grotte e rocce piane), le Chinolle immerse in una natura incontaminata di mare, di terreni fertili fra  muretti a secco e macchia mediterranea.

La costa occidentale dal Golfo della Mezzaluna alla Punta delle Oche (situata nella parte settentrionale) è caratterizzata da una serie di grotte raggiungibili solo via mare e  interrotta da una insenatura che racchiude la spiaggia della Caletta, la più estesa dell’isola.

In questo tratto di costa colpisce la varietà del colore delle rocce che formano le aspre scogliere dell’isola verso il tramonto: dal nero della Mezzaluna, al rosso di Capo rosso, al grigio variegato della Borrona e di cala Vinagra ove vive e nidifica il Falco della regina (rarissimo rapace che nidifica d’estate), al nero della Grotta di Punta delle Oche.

Resta ancora tanto da vedere, ma non vorremmo togliervi il piacere della scoperta…..

 

[Cala Fico]

[Mezzaluna]

[Burrugna]

[Mezzaluna]

Cenni storici

Per la singolare origine e cultura il paese di Carloforte, nell’isola di San Petro può essere definita un  frammento di Liguria. Il nome dell’isola deriverebbe, secondo la tradizione, dal passaggio dell’apostolo Pietro, che vi avrebbe sostato per cercarvi un riparo al rientro dall’Africa e proseguire il suo viaggio verso Roma. L’isola di San Pietro fu frequentato fin dal Neolitico, in seguito dai Nuragici, prima che approdassero Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani poiché era situata lungo una delle rotte nel mediterraneo più frequentate tra l’Africa e la Spagna.

Il paese Carloforte, è relativamente recente, risale al 1738. Il re di Sardegna Carlo Emanuele III diede disposizioni per il ripopolamento del regno che erano disabitate. Furono i liguri di Pegli, che nel 1541 avevano colonizzato l’isola di Tabarka per la pesca del corallo, ad interessarsi dell’isola di San Pietro, spinti dalla crisi economica determinata dall’impoverimento dei banchi di corallo e dalla crisi sociale causata dal sovrappopolamento dei genovesi, tanto che a Tabarka vennero vietati i matrimoni.

La situazione a Tabarka divenne insostenibile, i rapporti con la comunità locale insopportabili, per cui le stese famiglie iniziarono a paventare l’ipotesi di un esodo verso una nuova patria.

Il 17 aprile 1738 segna la data in cui i 469 coloni (388 tabarkini e 88 provenienti dalla Liguria) giunsero nell’isola.

Dopo due anni la città venne chiamata Carloforte ed in onore del Re fu elevata una statua nella principale piazza del paese, antistante il porto. Negli anni che seguirono i nuovi abitanti si dedicarono all’attività agricola e di pesca.

Ma la pace di Carloforte fu turbata da due avvenimenti che sconvolsero la sua esistenza: l’occupazione francese dell’8 Gennaio 1793 e l’incursione dei corsari tunisini il 2 e 3 Settembre 1798.

I secondo avvenimento fu il più traumatico: i pirati seminarono distruzione e morte e ripartirono traendo in schiavitù oltre 800 persone, soprattutto giovani e donne, che restarono prigionieri per cinque anni. I superstiti poterono far rientro nella loro isola grazie all’intervento diretto di Napoleone Bonaparte.

In ricordo del triste episodio nel 1807 venne costruita la chiesa della Madonna dello Schiavo che ancora oggi si festeggia ogni 15 Novembre e per meglio tutelare la loro sicurezza i carlofortini costruirono un muro di cinta e dei fortini.

Nel 1816 l’Inghilterra ed il regno sabaudo costrinsero la reggenza di Algeri, Tunisi e Tripoli a firmare nuovi accordi per far cessare le scorrerie, ripresero così i commerci e trasporti marittimi e per Carloforte, l’ottocento fu un secolo di grande fioritura economica, sociale e culturale.

Si sviluppò la cantieristica navale, vennero impiantate officine meccaniche per la vicina industria mineraria iglesiente, la pesca del tonno ebbe un notevole incremento, si intensificarono i traffici mercantili con tutti i porti del mediterraneo e venne istituita la prima linea marittima di collegamento fra l’isola e la Sardegna gestita da imprenditori carlofortini fin dal 1905.

 
 

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