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  Comune di Calasetta

[Il porto di Calasetta]

Numeri utili

 

 
  Folklore
 

Territorio

Calasetta è situata alla estremità settentrionale dell’isola di Sant’Antioco, della quale è il secondo centro abitato.

Simbolo di questo centro è la Torre, che sorge su un basamento di roccia alla sommità del promontorio proteso verso Carloforte.

Il paese è arroccato sotto le sue possenti mura e conserva un originario impianto urbanistico a scacchiera progettato dal luogotenente di artiglieria Belly.

Le case del centro sono piccole e basse rigorosamente dipinte di bianco.

Le spiagge di Calasetta sono le più rinomate del Sulcis, per la loro sabbia bianca e per il basso fondale:

Sottotorre dominata dalla torre.

Spiaggia saline, è lunga 650 metri con dune e ginepri.

- Spiaggia Grande è lunga 1.600 metri..

Proseguendo il tragitto dal faro di Mangiabarche all’insenatura di Calalunga la costa si presenta alta e a picco sul mare, ma attraverso i sentieri è possibile raggiungere località di mare che presentano una bellezza straordinaria dal punto di vista naturalistico.

 
Cenni storici

Verso la metà del  XVI sec. numerosi liguri si trasferirono con le loro famiglie sull’isola di Tabarka, per praticare nelle acque circostanti la pesca del corallo al servizio dei Lomellini, ricchi signori genovesi.

La colonia ligure divenne ben presto un importante emporio commerciale del corallo e di altre merci, che gli intraprendenti mercanti liguri andavano acquistando sia sulla costa  che nell’entroterra africano, per essere immesse sui mercati europei.

I governatori  di Tabarka svolgevano per conto dei Lomellini il ruolo di intermediari tra cristiani, europei e mussulmani nel riscatto degli schiavi e delle prede catturate dai corsari.

Questi traffici consentirono a coloro che nel frattempo divennero "Marchesi di Tabarka" di accumulare ingenti ricchezze.

La colonia ligure in un primo momento protetta dalla corona spagnola, prosperò sino agli inizi del Settecento.

Furono i liguri di Pegli, che nel 1541 avevano colonizzato l'isola di Tabarka per la pesca del corallo ad interessarsi dell'isola di San Pietro e di Calasetta situata nell'isola di Sant'Antioco, spinti dalla crisi economica determinata dal disinteresse della Spagna che ebbe come conseguenze: molestie frequenti da parte dei corsari barbareschi, le mire espansionistiche dei Francesi sulla Tunisia, l'eccessivo aumento della popolazione (tantochè a Tabarka vennero vietati i matrimoni), l’impoverimento dei banchi di corallo che spinse i tabarkini ad emigrare.

Nel 1738 un numeroso gruppo di tabarchini decise di  lasciare Tabarka: furono accolti nell'isola di San Pietro dove Carlo Emanuele III di Savoia aveva fondato la città di Carloforte.
La maggior parte dei tabarchini rimase a Tabarca sino al 1741, anno in cui il bey di Tunisi, venuto a conoscenza che i Lomellini volevano cedere la colonia ai francesi, suoi nemici, fece invadere l'isola catturando e deportando come schiavi tutti gli abitanti.
Cominciò per i tabarchini un lungo e doloroso periodo di schiavitù.

Gli schiavi sopravissuti furono liberati attraverso l'intervento  di ordini religiosi, di Re Carlo Emanuele III di Savoia e Re Carlo II di Spagna.

Calasetta nacque nel 1770 quando un gruppo di schiavi ottenne da Carlo Emanuele III la concessione di potersi stabilire nell'isola di Sant'Antioco.

L’Ordine di Santi Maurizio e Lazzaro, avendo ottenuto l’isola come feudo, guidarono l'insediamento dei nuovi abitanti.

I calasettani nonostante i frequenti contatti col popolo sardo continuano  a mantenere con caparbietà lingua e consuetudini liguri.

 
 

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